Ruota di preghiera tibetana: significato, uso e origini
Daria Berezhna
Fondatrice, ZENstore.at ·
La ruota di preghiera tibetana (in tibetano mani khorlo), chiamata anche ruota della preghiera o mulino di preghiera, è un cilindro che gira su un asse e contiene un rotolo di carta con un mantra stampato molte volte, di solito "Om Mani Padme Hum". Nel buddhismo tibetano ogni giro in senso orario vale quanto recitare tutti i mantra del rotolo. In questo articolo scoprirai come funziona una ruota di preghiera buddhista, quali tipi esistono, dalla ruota a mano a quella da tavolo, da dove viene e qual è il significato del mantra. Vedremo anche come si gira nel modo giusto, quali effetti le si attribuiscono e cosa controllare se vuoi comprare una ruota di preghiera.
Cos'è una ruota di preghiera tibetana e come funziona?
La ruota di preghiera è uno strumento di preghiera che mette in movimento i mantra girando. Il suo cuore è un rotolo di carta avvolto stretto, su cui il mantra è stampato centinaia o migliaia di volte, e ogni giro li fa muovere tutti insieme. Il rotolo è avvolto attorno a un asse centrale detto "albero della vita" e chiuso in un involucro di metallo o di legno. All'esterno sono spesso incise le stesse sillabe.
Tipi di ruote di preghiera
- Ciondolo ruota di preghiera: una miniatura da portare al collo e da far girare tra due dita.
- Ruota di preghiera a mano: ha un manico e un piccolo peso appeso a una catenella che mantiene la rotazione. Si porta camminando o si gira durante la meditazione.
- Ruota di preghiera da tavolo: poggia su una base, spesso sull'altare di casa. Alcune hanno un piccolo pannello solare e girano da sole.
- Ruote a muro: lunghe file attorno a monasteri e stupa, che i pellegrini fanno girare con la mano destra passando.
- Grandi ruote di preghiera: spesso più alte di una persona e custodite in edifici dedicati.
- Ruote ad acqua, a vento e a lampada: un ruscello, il vento o il calore di una lampada a burro le fa girare giorno e notte. Per i tibetani l'elemento che sfiora i mantra ne porta con sé la benedizione. L'acqua la trasmette a tutti gli esseri che vivono a valle, il vento la sparge per l'intera vallata.
Da dove viene la ruota di preghiera?
La ruota di preghiera viene dal Tibet e da lì si è diffusa in tutta la regione himalayana. Nessuno sa con certezza quando sia nata la prima. La tradizione tibetana la attribuisce al maestro indiano Nagarjuna, vissuto nel II secolo. L'immagine del girare ha radici profonde nel buddhismo: secondo la tradizione, con il primo discorso a Sarnath il Buddha mise in moto la "ruota del Dharma".
In Tibet la ruota di preghiera fa ancora parte della vita di ogni giorno. A Lhasa i pellegrini percorrono il Barkhor attorno al tempio del Jokhang, spesso con una ruota nella mano destra e un mala nella sinistra. Gli anziani la fanno girare per ore, mormorando mantra sottovoce. Ruote di preghiera si trovano anche in quasi tutti i monasteri di Nepal, Bhutan, Ladakh e Mongolia.
Cosa significa Om Mani Padme Hum?
"Om Mani Padme Hum" è il mantra della compassione. Appartiene ad Avalokiteshvara, in tibetano Chenrezig, il bodhisattva della compassione. I tibetani considerano il Dalai Lama un'emanazione di Chenrezig, ed è anche per questo che in Tibet il mantra si sente e si vede ovunque. Lì di solito si pronuncia "Om Mani Peme Hung".
"Mani" significa gioiello e "padme" loto, da cui la traduzione più diffusa: "Om, il gioiello nel loto". Il gioiello rappresenta il desiderio di aiutare gli altri, il loto la saggezza che resta pura pur nascendo dal fango. Le sei sillabe vengono inoltre associate alle sei perfezioni: generosità, disciplina etica, pazienza, perseveranza, concentrazione e saggezza.
Come si gira una ruota di preghiera
Una ruota di preghiera buddhista si gira in senso orario, con calma e con un ritmo regolare. Così le sillabe si muovono nel verso in cui si leggono e seguono lo stesso percorso dei pellegrini attorno a un tempio. Chi segue il Bön, la religione tibetana precedente al buddhismo, gira le proprie ruote in senso antiorario.
Intanto si può ripetere il mantra o tenere il pensiero sulla compassione. Secondo il buddhismo la ruota si gira per il bene di tutti gli esseri senzienti, e a ogni giro la benedizione si diffonderebbe in tutte le direzioni. Molti la usano anche durante la meditazione, perché il movimento costante rallenta il respiro e riporta l'attenzione al presente.
Secondo la tradizione tibetana, girare la ruota purifica il karma negativo e accumula meriti. In Occidente molti portano una piccola ruota di preghiera come promemoria per restare sereni e gentili durante la giornata. Questi significati nascono dalla tradizione religiosa e dall'esperienza personale e vanno intesi in senso spirituale: non sostituiscono il parere di un medico.
Comprare una ruota di preghiera: a cosa fare attenzione
Una buona ruota di preghiera gira liberamente senza impuntarsi e sta comoda in mano. Se è in metallo, vale la pena guardare bene l'incisione: sillabe nitide e precise indicano un lavoro accurato. Dall'esterno non si vede se dentro c'è davvero il rotolo con il mantra, per questo i venditori seri lo mostrano in foto, come abbiamo fatto noi più in alto. Il tipo giusto dipende da dove vuoi farla girare. Trovi qualche consiglio più sotto, nella domanda sulle ruote a mano e da tavolo.
Se vuoi portarla sempre con te, è comoda una miniatura da appendere al collo, come il nostro ciondolo ruota di preghiera. L'involucro in bronzo riporta il mantra "Om Mani Padme Hum", all'interno c'è un rotolo con il mantra e il cilindro gira facilmente tra due dita. Il cordino regolabile è disponibile in rosso e in nero. In Tibet il rosso è il colore della protezione, ed è per questo che anche i cordini benedetti sono quasi sempre rossi. Il ciondolo costa 32,99 €.